VOCI per sentirci più vicini

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Se sono la relazione, la cura dei legami, il senso di gruppo e di comunità che danno senso al nostro agire… come affrontiamo il “distanziamento sociale”?
 
Portiamo l’esperienza del gruppo di volontari e operatori del doposcuola (ed extrascuola) elementari ASAI di San Salvario e la proponiamo attraverso le parole che abbiamo scambiato, scritto, pronunciato, letto e ascoltato in queste settimane.
 
La nostra attività è ovviamente stata stravolta, ma ha mantenuto due fondamenta: la relazione tra tutte le persone coinvolte e la creatività per stimolare e coinvolgere i bambini. Ci siamo trovati spaesati e ci siamo confrontati. Innanzitutto ci siamo scritti via mail e sentiti telefonicamente (solo di recente siamo riusciti a realizzare anche videoincontri in gruppi grandi), per condividere emozioni, sensazioni, pensieri rispetto a ciò che stavamo vivendo.
 
C’è spaesamento:
 
È iniziato un periodo lungo e decisamente "nuovo" per tutti, ed è una bella sfida trovare nuovi modi (a distanza) per fare ognuna delle attività che abbiamo sempre considerato normali parti della nostra routine. Anche se sono arrivata da poco in ASAI, mi mancano quelle poche ore del sabato mattina con i bambini!
(Mirsada)
 
Di sicuro sentirci e confrontarci può essere di aiuto per cercare un momento di normalità in questa situazione "sospesa".
(Ornella)
 
È un periodo difficile ed in questi momenti "sospesi" ancora di più ci ritroviamo a riflettere su come va il mondo e su come potrebbe andare meglio.
 
I bambini sono la forza del futuro e mi dispiace pensare che siano proprio loro ad essere penalizzati nelle loro attività di gioco e di formazione.
(Ivana R.)
 
Penso comunque possa essere vissuto come un periodo di riflessione e di chiarimento con noi stessi su quello che realmente conta. E onestamente i sabato in ASAI mi mancano molto.
(Naima)
 
C’è senso di comunità:
 
In questi giorni così strani il mio pensiero va spesso a voi che ho conosciuto in Asai. Vi mando i miei auguri più sinceri ed affettuosi!
(Patrizia B.)
 
In queste situazioni emerge quello che veramente siamo e mi rendo conto, da quello che leggo qui, della qualità delle persone con cui ho avuto la fortuna di condividere alcuni momenti.
(Massimiliano)
 
È molto bello per me pensare che nonostante tutto siamo una comunità e ci vogliamo bene anche se da lontano.
(Piera)
 
Mi manca il calore umano, gli amici, parenti e i bambini di ASAI... Mi piacerebbe comunicare tramite Skype e aiutarli con i compiti...
(Emy)
 
C’è il desiderio di reagire, di fare qualcosa per accompagnare bambini e famiglie, di sperare ancora nel futuro:
 
In questo momento mi fa molta tristezza non poter frequentare Asai, non poter vedere i bambini e le famiglie con cui lavoro e dover rinunciare a tutte le bellezze della vita ma so che questa rinuncia mi permetterà di rivivere il tutto in maniera ancora più intensa in futuro.
(Pietro)
 
Spero che si trovi il modo di aiutarli a distanza, io sono certa che ci sia (dopotutto io tra una settimana mi laureerò via Skype! Se io mi posso laureare, credo che sia possibile anche aiutarli nei compiti).
(Veronica)
 
Ringrazio tutti per lo scambio di idee e pensieri, sono sempre di conforto in momenti così particolari. Condivido appieno tutto ciò che è stato proposto: in questa situazione è necessario continuare a stabilire dei contatti con i bambini. Bisogna metterci alla prova e nonostante l'"isolamento" fisico si deve stare vicini l'uno agli altri, con la solidarietà e il rispetto.
(Silvia)
 
Grazie per le vostre bellissime parole. Vi invio due foto che mi riempiono di gioia in questi giorni dell’isolamento. La primavera è arrivata anche sul mio balcone: le api solitarie hanno cominciato a svegliarsi ed uscire dalle loro buche. Mi fa sperare che ci sarà presto un nuovo inizio anche per noi.
(Zrinka)
 
Abbiamo immaginato e condiviso nuove proposte. Molte sono state le proposte e le idee emerse per mantenere la relazione con i bambini e le loro famiglie. Abbiamo cercato insieme iniziative utili ai percorsi di apprendimento e di socialità, pur in un contesto che impedisce l’incontro fisico. La forza del gruppo – a livello di inventiva, di passione, di riflessione – si è fatta davvero sentire:
 
Cerchiamo di non vivere questo periodo chiusi ognuno nella sua "bolla". Mettiamo a disposizione di Asai la nostra creatività. Proviamo ad immaginare (e costruire!) un sabato virtuale in cui tutti noi possiamo dare il nostro contributo di "presenza" e attenzione.
(Federica)
 
Secondo me, la cosa più importante da considerare è che certamente il livello di apprendimento dei bambini avrà delle ricadute, ma l’aspetto relazionale è quello di cui ora necessitano e che dobbiamo tenere vivo.
(Cinzia)
 
Restiamo in contatto, dunque, e pensiamo tutti insieme a come poter affrontare al meglio questi difficili momenti, come poter sostenere i nostri bambini e i loro genitori, quali strumenti possiamo utilizzare e come. Ognuno di noi può fare qualcosa, nel proprio piccolo ma che diventa grande se ci mettiamo tutti insieme, come abbiamo sempre fatto, seguendo quello che è lo spirito di Asai.
(Patrizia M.)
 
Da un lato abbiamo cercato strade e strumenti nuovi, per poter seguire a distanza i bambini e stimolarli adeguatamente, dall’altro abbiamo dato continuità a iniziative a cui i bambini erano già abituati, come l’appuntamento settimanale con una poesia di Rodari:
 
Cerco di tenere dritte le antenne per captare eventuali opportunità pedagogiche da proporre ai bambini. Certamente noi adulti sappiamo impegnare il nostro tempo libero in infinite attività che normalmente non possiamo realizzare o possiamo seguire soltanto in parte; non tutti i bambini invece sanno organizzarsi nello studio o nel gioco. Ora il nostro compito è di sostenerli a distanza, incoraggiando loro e i loro genitori.
(Maria Luisa)
 
«Non possiamo vederci per un po’ di sabati in Asai, però arriva lo stesso una nuova poesia di Gianni Rodari.» È la prima cosa/proposta che mi è venuta. Un segno per dire ai bambini che non ci siamo dimenticati di loro ed aspettiamo il momento per tornare ad incontrarci.
(Stefano)
 
La disponibilità che traspare in molte vostre mail è una grande forza: già in queste settimane proveremo a far sentire la nostra vicinanza gli uni agli altri anche con i bambini e le famiglie che frequentano l'Asai. Non sarà certo come incontrarsi, sarà complicato, a volte frustrante, ma almeno proveremo a salvare qualche scampolo di umanità.
(Francesco)
 
VOLONTARI2
 
Continuiamo a confrontarci e a immaginare. Tra telefonate, videochiamate, messaggi, poesie, registrazioni, video, foto, giochi, portiamo quindi avanti un cammino collettivo. Le difficoltà sono varie, ma le affrontiamo.
Al centro c’è sempre la relazione:
 
I contatti con i bambini e le famiglie sono un toccasana e un piacevole momento che dà un po' di carica e soddisfazione. Sì, certo, c'è qualche difficoltà nella trasmissione, il rapporto diretto è un'altra cosa! In ogni caso siamo soddisfatti entrambi: parliamo, leggiamo, svolgiamo i compiti assegnati e studiamo un po'. Al termine ci salutiamo con il piacere di rincontrarci presto. Si possono verificare dei disturbi perché talvolta alcune persone parlano mentre noi lavoriamo.
(Gianna)
 
Ci stiamo conoscendo e vedo in loro già maggiore apertura nei miei confronti rispetto all'inizio. Li ho stimolati a partecipare all'attività di Pietro sabato pomeriggio, abbiamo infatti spostato tutti gli incontri al mattino. Sembravano molto contenti di poter partecipare.
(Sonja)
 
A parte qualche problema di connessione, è andata bene, abbiamo fatto scienze e abbiamo chiacchierato un po’. Abbiamo parlato del coronavirus, del motivo per cui siamo tutti a casa, di come trascorre il tempo.
(Laura)
 
Quando si affiancano i bambini nei compiti, gli strumenti sono “nuovi”, ma resta uguale la nostra fiducia nelle loro possibilità:
 
Oggi l’ho aiutato nello svolgimento di un tema sull’argomento “coronavirus”. Quello che mi ha stupito sono state le sue grandi capacità di riflessione. Pertanto, il tema presentava un ottimo contenuto interamente elaborato da lui.
(Francesca C.)
 
Stamattina mi ha detto le tabelline... le sapeva!!! Così abbiamo continuato i problemi, anche se non li abbiamo finiti, ma ormai ho capito che era sulla buona strada. La prossima volta mi deve dire bene quella del 6. Mi è parso un po’ più coinvolto.
(Elsa)
 
Mi ha chiamato la bambina, si era accorta che le mancava un pezzo di compito ed era molti preoccupata. Lo abbiamo fatto insieme. Le ho poi mandato un video didattico per bambini sull’argomento che stava studiando (la montagna), dice che riesce a vederli.
(Adriana)
 
La relazione con ciascun bambino è anche un rapporto discreto ed empatico con la sua famiglia:
 
Sta bene. Molto contento di aver costruito un calcetto tutto da solo, con cartone, colori, scotch e ci gioca con suo fratello. Per i compiti dice che sono facili e non ha problemi.
(Anna P.)
 
Oggi era il compleanno della sorella e si era messa un vestito tipico (molto carino), e con poca voglia di lavorare: forse perché aveva già fatto un’ora con la maestra! Abbiamo letto le slides caricate nella bacheca sul complemento oggetto e fatto un po’ di pratica.
(Ivana M.)
 
Va tutto bene e senza troppe differenze dalle volte precedenti (a parte per i genitori che ringraziano per i compiti e ciò mi mette notevolmente in imbarazzo).
(Orazio)
 
Le attività “di gruppo” – la condivisione settimanale di una poesia di Rodari, i giochi «Piccoli esploratori da casa» del sabato pomeriggio – e i relativi video diventano un segno di bellezza e comunità:
 
Complimenti per il video a Pietro e Zrinka. E soprattutto alla fantasia e risposta dei bambini.
(Mirella)
 
Ho ricevuto ieri sera il video prodotto da Pietro e Zrinka e vorrei complimentarmi con loro perché è bellissimo!!! Grazie a Pietro, e a chi eventualmente lo supporta, per l’attività del sabato. Ieri ho chiesto al ragazzino che affianco se aveva partecipato all’attività dell’ultimo sabato, come risposta si è “illuminato” e con un gran sorriso mi ha detto di si e che gli era piaciuto molto.
(Francesca O.)
 
La situazione che stiamo vivendo è estrema, per i bambini, per le loro famiglie e per tutti noi. Tuttavia il nostro impegno non si ferma e continuiamo a sperimentare attività e a riflettere su come migliorarle. L’ascolto e il sostegno reciproco ci stanno permettendo di continuare a coltivare il sogno di un mondo più giusto e umano: 
 
Ma se guardiamo la parte piena del bicchiere, ci siamo riscoperti un bellissimo gruppo aperto all'altro che ha voglia di tirare fuori il meglio anche da una situazione così particolare e invadente come questa, dove la fiducia reciproca ci permette di portare avanti un progetto di solidarietà che ci rende anche felici. Non ci vediamo, ma sappiamo per certo che ci siamo gli uni per gli altri: con l'impegno nei compiti, con la capacità di proporre e inventare modalità di doposcuola a distanza, di saper andare oltre i compiti suggerendo ai bambini le attività di animazione che Stefano, Gianna, Pietro e Zrinka ci regalano e che sappiamo hanno per “tutti noi” i valori della vicinanza, della cura, del farci sentire parte di un gruppo, un bel gruppo anche se ciascuno di noi ancora per un po' dovrà rimanere a casa propria.
(Anna C.)
 
Anche se per lavoro non sono riuscita a dare la mia disponibilità, sono contenta di sapere che i bimbi hanno potuto contare su di voi per "evadere" qualche ora di tempo e magari ripristinare una piccola routine rassicurante. Questo pensiero mi ha fatto rimanere lucida e dato speranza e pensare alla vita che va avanti ed è da coltivare.
(Sara)
 
Grazie a tutti e a tutte per gli sforzi e la carica di umanità che trasmettete dai vostri racconti.
(Luiz)
 

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