Giovanna: allo Sportello, relazioni oltre i curricula

Ciao, sono Giovanna. Ho 25 anni e sono laureanda in Scienze Internazionali. L’anno scorso ho insegnato in qualità di supplente alla scuola primaria Manzoni e ho conosciuto ASAI per mezzo di Luiz, che era l’educatore del progetto “Provaci ancora, Sam!” che la mia classe seguiva, e di alcuni miei allievi che andavano al doposcuola.
 
Giovanna 
 
Alla fine dell’anno scolastico, visto che dovevo concentrarmi sugli ultimi esami universitari, ho deciso di candidarmi in ASAI per fare il servizio civile, dal momento che era un’esperienza che ho sempre desiderato fare. Ho iniziato il servizio da qualche mese e, benché abbia sempre lavorato con bambini e ragazzi di diverse età poiché faccio l’animatrice in oratorio dai tempi del liceo, un po' di ansia la provavo perché significava creare nuove relazioni; insomma iniziare da capo.
 
Sono stata inserita nei doposcuola delle superiori a San Salvario, delle medie a Mirafiori, delle elementari il sabato e il venerdì mattina sono allo Sportello Lavoro. In ogni contesto la cosa che ho notato subito è che si respira una certa familiarità: ovunque ti senti a casa. Lo puoi percepire appena entri e, spesso, c’è odore di caffè che per me è odore di casa. Appena varchi la porta di ASAI trovi sempre qualcuno che ti accoglie, salutandoti con un sorriso, che è disposto a offriti una tazza di thè, che ti invita a sederti per chiacchierare o per fare due tiri a calcetto. Sono gesti semplici ma niente affatto scontati in un ambiente che non è casa nostra. Il risultato è una grande famiglia di persone, grandi e piccini, che si conosce per nome, che si dà del “tu”, che si vede spesso (e quotidianamente coi ragazzi) davanti una fetta di torta per preparare le attività e che cerca di trovare una soluzione per aiutare tutti quelli che passano da lì.
 
Penso a quando, allo Sportello Lavoro, Massimiliano mi ha chiesto di cercare una stanza per un ragazzo che quella notte non avrebbe avuto un tetto sotto cui dormire oppure quando è passato un giovane per fare il curriculum e se n'è andato con un'iscrizione al corso di italiano in via sant’Anselmo. Questa dimensione “intima” l’ho sempre ritrovata facilmente nei contesti del doposcuola ma ho avuto difficoltà allo Sportello che all’inizio ho vissuto come un classico ufficio. Mi sono ricreduta agli inizi di febbraio quando, a una riunione, l’operatrice Alessandra mi ha spiegato le attività che si svolgono durante la settimana: non si tratta solo di preparare dei curricula o aiutare le persone a cercare lavoro, dietro ci sono percorsi di accompagnamento. Il gruppo “Tracce”, per esempio, fornisce ai ragazzi gli strumenti per muoversi in ambito professionale e rappresenta anche un modo per creare o rafforzare le relazioni. Il gruppo “Il cerchietto” invece offre alle assistenti familiari uno spazio di aggregazione dove conoscersi, al di là della mera ricerca di un’occupazione.
 
Sportello bas2
 
Un’altra delle attività alle quali ho partecipato attivamente è il doposcuola di Mirafiori: si tratta di progetto embrionale ma da quando sono arrivata, il numero degli iscritti sta crescendo. E’ bello vedere che pian piano si stia consolidando un gruppo e che i ragazzini inizino a fidarsi sia di Davide, l’educatore, sia dei volontari che sono una risorsa preziosa. Senza di loro che portano competenze e riflessioni, non esisterebbe quell’opportunità per i ragazzi.
 
In questi tre mesi di servizio il mio bilancio è molto positivo. Sono contenta di aver conosciuto tante persone che, nonostante i loro vissuti, abbiano voglia di mettersi in gioco e di fidarsi e che mi abbiano fatto sentire accolta fin da subito. Lo stesso posso dire dei miei colleghi che si sono dimostrati disponibili, accoglienti e appassionati. La cosa più bella di lavorare con loro è che sto acquisendo competenze e conoscenze nuove, come le tecniche di animazione che imparo da Pietro o gli approcci educativi di Anna e Luiz, operatori del doposcuola elementari, utili anche al mio futuro da insegnante.
 
Mi sento molto fortunata di far parte della grande famiglia di ASAI. Ancora ho molte cose da imparare e quello che mi sento di dire, ad oggi, è solo GRAZIE a chi mi ha dato questa opportunità, ai volontari e colleghi e ai ragazzi.
 
Giovanna Sireci
2017/2018

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