Piazze virtuali e piazze reali: i bambini e i social network

bimbi2
 
Le maestre Silvia Trabucco e Maria Catapano della scuola Fiochetto (ora scuola Poli) dell'IC Regio Parco, raccontano l'esperienza sul tema reti virtuali e reti reali fatta con i bambini e i genitori della classe IVE, all'interno del progetto "Provaci ancora, Sam!" 2018/19 in collaborazione con ASAI e i formatori dell''associazione ECO.
 
La IVE è una classe composta da 14 alunni, 7 bambine e 7 bambini, di età compresa tra i 9 e gli 11 anni. È un gruppo classe molto affiatato, abituato ad attività di riflessione e discussione.
 
L’idea di avviare un percorso sull’uso consapevole dei social media è nata dal desiderio di conoscere le abitudini degli alunni, la loro conoscenza dei social e soprattutto i tempi e le modalità di utilizzo degli stessi, allo scopo di educare i ragazzi a un uso consapevole di Internet e dei social media, sempre più presenti nelle nostre vite.

Il percorso iniziale è stato articolato su 4 settimane, prevedendo un incontro a settimana di due ore. Sulla base di quanto emerso e sulle riflessioni successive condivise con gli alunni e i genitori, si è poi deciso di creare possibili occasioni per spazi di aggregazione non solo virtuali ma anche reali, al di fuori dell’ambiente scolastico. Questo ulteriore percorso è stato realizzato in quattro incontri da due ore circa ciascuno.
 
I bambini conoscono i social network? 
 
La prima fase del lavoro ha avuto scopo puramente informativo ed è servita a far emergere le preconoscenze degli alunni sull’argomento trattato. Utilizzando lo strumento del brainstorming sono stati individuati quali sono i social network conosciuti dai bambini. Successivamente si è passati alla raccolta di informazioni su quelli maggiormente utilizzati e sul tempo destinato ad essi da ciascun alunno. Da questa fase conoscitiva è emerso che i bambini possiedono una notevole conoscenza dei social media: numerosissimi i nomi emersi attraverso la discussione, da Facebook a TikTok, passando per Istangram, YouTube e Messanger. Non solo tutti conoscevano i social ma tutti hanno affermato di avere più di un profilo attivo. Quanto ai tempi di utilizzo, questi oscillano dalle due ore al giorno durante la settimana fino ad arrivare alle sei o sette ore al giorno nel weekend. Un tempo che ha meravigliato molto gli adulti coinvolti nell’esperienza.
 
2019 05 23 14.55.49
 
Perché li utilizzano?

A questo punto la discussione è stata portata sulla motivazione che spinge ciascuno di loro a ricercare relazioni virtuali attraverso l’uso dei social network. Qui le risposte sono state davvero interessanti: in generale è emersa l’idea che senza social network si sia tagliati fuori dal mondo. Come dice A., 11 anni : “Se non sei sui social, nessuno può sapere chi sei, cosa ti piace”. Fondamentale è la voglia di farsi vedere, come dicono S. e M., 9 anni: “Se fai un video su Tik-tok e tutti ti guardano, è bello”. Altri dicono di utilizzare i social per tenersi in contatto con parenti e amici lontani o per fare nuove amicizie.
 
L'esperimento
 
Al termine di questo momento conoscitivo abbiamo messo in pratica un piccolo esperimento: abbiamo chiesto a ciascun alunno di realizzare su un foglio carta il proprio profilo Facebook, inserendo i dati personali, le proprie passioni, indicazioni sui propri gusti. Generale è stato l’entusiasmo durante la realizzazione, tutti si sono impegnati ad essere precisi nelle informazioni personali da inserire, nell’aggiungere dettagli e particolari della propria vita personale. Una volta realizzati i fogli sono stati attaccati al cancello della scuola. L’idea era mettere in scena l’aspetto pubblico delle informazioni inserite sui social. Dopo un iniziale momento di disorientamento i bambini hanno intuito il senso del gesto dell’attaccare i fogli al cancello, le reazioni sono state diverse: dall’eccitazione di N. che ha affermato: “Diventiamo famosi”, alla titubanza di I. e D. che si sono rifiutate di attaccare il foglio, fino al ripensamento di chi, dopo aver attaccato al cancello il proprio profilo, lo ha strappato via dicendo: “Non voglio che qualcuno legga i miei dati”.
 
L'incontro con l'esperto
 
Da questo esperimento l’attenzione è stata spostata sui rischi legati alla possibile visibilità incontrollata dei social network. Dalla discussione è emerso che i bambini non erano a conoscenza di tutti i rischi che si corrono avendo profili pubblici né sulla possibilità di controllare la pubblicità del proprio profilo. Abbiamo così raccolto le curiosità, i dubbi, le domande dei bambini da sottoporre all’esperto.
L’incontro con l’esperto è stato un momento davvero interessante.

L’approccio orientato a non demonizzare i social media ma a conoscerli per poterli utilizzare in modo consapevole, ha catturato l’attenzione del gruppo consentendo a ciascuno di porre le proprie domande e sciogliere i dubbi.n Nei giorni successivi l’argomento è stato più volte ripreso in classe, in particolare si è parlato di sicurezza in rete. L’esperienza è stata riportata a casa e raccontata ai genitori, che hanno avuto un momento di formazione a parte. L’esperto dei social network, lo stesso che è stato presente in classe durante l’incontro con i bambini, ha esposto potenzialità ed eventuali rischi per i minori, ha risposto alle domande dei genitori, dando alcuni suggerimenti per facilitare la protezione della privacy dei bambini e l’uso consapevole dei mezzi a disposizione.
 
L'importanza di tornare a incontrarsi 
 
Data l’importanza che rivestiva l’aspetto virtuale delle relazioni intessute con i pari da parte dei bambini, ci si è domandati quale ruolo avesse, durante il post-scuola, la socializzazione reale, faccia a faccia tra i bambini stessi. Si è cercato di capire quali spazi di aggregazione venissero usati, al di là della scuola e del doposcuola ASAI. I bambini hanno così stilato una mappa dei luoghi da loro conosciuti per giocare, parchi giochi, piazzette, strade, cortili di casa e si è discusso dell’importanza di luoghi non solo virtuali per incontrare gli amici, chiacchierare e giocare con loro.
 
Abbiamo chiesto come si mettono in contatto tra loro per un’uscita (tramite i messaggi e le telefonate dei propri genitori, autorganizzandosi…), come potrebbero fare per coinvolgere più compagni di classe possibile, quali giochi potrebbero avere luogo nei giardini pubblici, ecc.
 
 
bimbi3
 
Insieme abbiamo visitati i parchi in cui gli alunni sono soliti recarsi, perché tutti ne possano essere messi al corrente e partecipare più facilmente ai loro momenti di incontro. Infine abbim visitati quei luoghi, sempre appartenenti ai quartieri di provenienza e di riferimento dei bambini, dove normalmente i bambini non vanno, cercando di capire insieme perché questi luoghi fossero stati scartati (non erano conosciuti, impaurivano i bambini…). Qui gli alunni hanno potuto mettere in atto alcuni dei giochi preferiti, discussi in classe precedentemente. In questo modo si sono scoperti spazi nuovi, potenziali luoghi aggregativi dove trovarsi, passare insieme il tempo con compagni già conosciuti e stringere nuove amicizie con coetanei.

Durante l’ultimo appuntamento del progetto “Provaci ancora, Sam!”, abbiamo discusso sul lavoro fatto, con un approccio metacognitivo, rielaborando l’intero percorso (spazi di aggregazione virtuali e spazi di aggregazione reali) e abbiamo festeggiato insieme con un momento di convivialità in uno dei giardini scoperti durante il percorso di questi mesi di scuola e di "Provaci ancora, Sam!".
 
 
Articolo di Silvia Trabucco e Maria Catapano, insegnanti della scuola Poli - I.C. Regio Parco di Torino

Com'è accogliente il Natale a CASA AYLAN

  Quest'anno il Panettone della Solidarietà è ancora più buono e dà una mano ad ASAI e Terremondo, insieme ad...

Read more

Apriamo le porte di CASA AYLAN!

  A Piobesi (TO), stiamo lavorando per dare il benvenuto a sei minori stranieri, grazie a un nuovo percorso di accoglienza che invita tutti a essere par...

Read more

Il lavoro di cura: oltre i dati, le persone

Con un lavoro approfondito di raccolta e analisi dei dati, Vilma Gabutti, medico e volontaria di ASAI, fotografa la situazione del lavoro di cura nel 2019, con ...

Read more

Fai RAP in ASAI!

  Anche quest'anno, se sei giovane (o diversamente giovane), se ti piace la musica, se vuoi imparare a fare freestyle, se hai voglia di esprimerti in mo...

Read more

Moussa vuole fare il calciatore

  Maria Baldanza, volontaria in ASAI, racconta la sua esperienza come tutor di Moussa. Per entrambi un percorso umano e di crescita, che affronta l...

Read more

Volontari si diventa!

In ASAI c'è posto anche per te e per le tue idee. Scrivi a info@asai.it e segui le pagine Facebook "ASAITorino" e Instagram @asai_torino Ti aspettiam...

Read more

Vedo, sento, parlo. La giustizia riparativa nelle scuole

  Il progetto di giustizia riparativa di ASAI, nel corso degli anni, si è ramificato ed evoluto. Nevralgica è l’esperienza maturata ...

Read more

AssaiASAI. Dal fare teatro alle parole per raccontarlo

  Dalla sua formazione (era il 2011) a oggi, la compagnia teatrale assaiASAI si conferma una realtà in costante crescita artistica... e umana!&nb...

Read more

Che cosa CI è successo: il video di giustizia riparativa

Guarda il nuovo video che racconta RICOMINCIAMO, progetto torinese di giustizia riparativa rivolto ai minorenni autori di reato e alle loro vittime, che offre...

Read more

Per noi ASAI è... E per te?

Eccolo! Un materiale multimediale che racconta ASAI e le sue principali attività, tramite le voci di alcuni dei suoi protagonisti. C'è un ...

Read more

 

InstagramFacebook Logo

ASAI newsletter

 
Autorizzo al trattamento dei miei dati personali per finalità di invio newsletter ai sensi del GDPR 679/2019

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Clicca su "CHIUDI" per prestare il consenso all’uso di tutti i cookie.