AssaiASAI. Dal fare teatro alle parole per raccontarlo

IMG 7651 copia
 
Dalla sua formazione (era il 2011) a oggi, la compagnia teatrale assaiASAI si conferma una realtà in costante crescita artistica... e umana! 
 
Nel nostro lavoro, partiamo da un fare comune che ci permette di superare le barriere linguistiche, dato che qualcuno è arrivato da poco a Torino e sta ancora imparando l’italiano. Fare, per noi, significa muoverci, incrociare sguardi e sfiorare corpi, nel rispetto di uno spazio collettivo che è costituito da confini che chiedono gentilmente di essere oltrepassati. Il teatro ci insegna la grazia, una parola che forse non è di moda ma che è protagonista imprescindibile del nostro ritrovarci. Anche quando dobbiamo interpretare un personaggio rissoso o prepotente, i nostri gesti tengono sempre conto del Sé rispetto all’Altro, di un Io che fa i conti con una collettività più grande.
 
L’individuo al servizio del gruppo è uno degli insegnamenti più importanti del teatro comunitario: ognuno di noi è unico (“come interpreto io questa parte, non la interpreta nessuno”) ma è, allo stesso tempo, sostituibile (“se non ci sono io, qualcuno prenderà il mio posto”), a favore di un obiettivo collettivo al quale partecipano tutti. Il nostro obiettivo si chiama spettacolo che, a sua volta, è un termine che racchiude in sé significati molteplici. Lo spettacolo deve essere un prodotto artistico di qualità perché è uno strumento di sensibilizzazione in grado di raggiugere migliaia di persone, non tutte (e questa è la potenza) interessate al sociale e alle sue tematiche. È quindi un dovere, oltre che un piacere, pensare, scrivere e mettere in scena spettacoli teatrali “belli”, dove la tecnica, il contenuto e la forma siano curati quanto il percorso umano che condividiamo all’interno della compagnia. Un percorso fatto di accoglienza, attenzione e anche di limiti: dove non arriva un attore, arriva l’altro, dove un compagno esita, ecco che subentra il vicino. Facendo teatro, affiniamo lo sguardo, cioè il modo in cui “ci vediamo” a vicenda.
 
I pericoli maggiori, in un gruppo grande e misto come il nostro, sono i non detti: tutte le piccole grandi fatiche che, invece di essere raccontate e quindi “drammatizzate”, restano sullo sfondo come mormorii che, alla lunga, sfociano in recriminazioni che generano divisione al posto di coesione.
 
IMG 7416 copia
 
Ecco perché dedichiamo tempo all’ascolto e alla discussione. Abbiamo bisogno di mettere in parola le difficoltà, per “umanizzarle” ed evitare che si “mitizzino” al punto da diventare muri che falsano la comunicazione.
 
E poi ci divertiamo, e tanto. Nella sua meravigliosa Grammatica della fantasia, Gianni Rodari scriveva che il processo creativo «udite! Udite! – ha un carattere giocoso: sempre». Questo carattere giocoso porta con sé l’allegria, il divertimento e la possibilità di lavorare sulle difficoltà con leggerezza, planando «sulle cose d’alto, non avere macigni sul cuore» (Italo Calvino).

Così dal fare comune arriviamo a porci domande utili: come stiamo, per esempio, che senso ha il percorso che stiamo costruendo, come possiamo migliorare, come possiamo essere e costruire comunità? Finisce che Rodari, Calvino, Pirandello, Svevo e i tanti autori che portiamo nel gruppo per condividere una lettura o un pensiero, siano lì con noi, in quel cerchio del mercoledì, dentro il seminterrato che ha la fortuna di diventare palcoscenico. Siamo amici nel senso più antico del termine, persone legate dal sentimento ma anche, e soprattutto, dalla volontà di esserci.
 
Articolo di Paola Cereda, operatrice ASAI, scrittrice e regista della compagnia teatrale assaiASAI
Foto di Nicola Nurra, dallo spettacolo "BRICKS. Oltre i muri del web" (2019)
 
Per maggiori informazioni su assaiASAI, vai alla pagina dedicata
 
IMG 7448 copia 

Piazze virtuali e piazze reali: i bambini e i social…

  Le maestre Silvia Trabucco e Maria Catapano della scuola Fiochetto (ora scuola Poli) dell'IC Regio Parco, raccontano l'esperienza sul tema reti v...

Read more

Vedo, sento, parlo. La giustizia riparativa nelle scuole

  Il progetto di giustizia riparativa di ASAI, nel corso degli anni, si è ramificato ed evoluto. Nevralgica è l’esperienza maturata ...

Read more

La potenza del colore a Porta Palazzo

L’acquerello steineriano è una tecnica di pittura che utilizza il colore nella sua forma più pura, tenendo conto della luce, della materia...

Read more

Lotteria ASAI: scopri se hai vinto!

  Finalmente è online l'ELENCO DEI PREMI della lotteria di autofinanziamento 2019, la cui l'estrazione è avvenuta sabato 25 maggio. &nb...

Read more

La capoeira: una disciplina che educa al senso di comunità

  Luiz Pinho, educatore ed esperto di capoeira, ci racconta l'intreccio tra contemporaneità, educazione e pratica, a partire dalla sua esperienza...

Read more

Alla scoperta dei murales di Aurora

Lavazza ha chiesto a 17 artisti di rappresentare i 17 goals (Obiettivi di Sviluppo) delle Nazioni Unite nel quartiere Aurora e dintorni.   I ragazzi ...

Read more

Regala un'Estate a chi non può

  Anche quest'anno ci piacerebbe garantire la quota settimanale dell'Estate Ragazzi per diverse famiglie di Porta Palazzo che non riescono a coprir...

Read more

In ASAI il tuo 5 x 1000 diventa...

Non è una magia, bensì un piccolo gesto concreto che non costa nulla e fa tantissimo. ...

Read more

Che cosa CI è successo: il video di giustizia riparativa

Guarda il nuovo video che racconta RICOMINCIAMO, progetto torinese di giustizia riparativa rivolto ai minorenni autori di reato e alle loro vittime, che offre...

Read more

Per noi ASAI è... E per te?

Eccolo! Un materiale multimediale che racconta ASAI e le sue principali attività, tramite le voci di alcuni dei suoi protagonisti. C'è un ...

Read more

 

InstagramFacebook Logo

ASAI newsletter

 
Autorizzo al trattamento dei miei dati personali per finalità di invio newsletter ai sensi del GDPR 679/2019

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti.Per maggiori informazioni o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi. Cliccando su chiudi presti il consenso all’uso di tutti i cookie