"Cara Ele, oggi non è una buona giornata". La storia di B.

Massimiliano dello Sportello Lavoro di ASAI racconta a Ele (e a tutti noi) la storia di B., studente straniero al quale sono stati ritirati i documenti. Nelle sue parole l'amarezza e il coraggio di chi lavora ogni giorno con una “realtà fatta di sforzi e difficoltà, di voglia, di potenzialità nascoste dietro a muri di diffidenze e differenze". 
 
Sai Ele, abbiamo fatto filotto oggi, siamo riusciti a far partire una collaborazione che ci ha fatto tanto penare nei giorni scorsi e alcuni dei nostri ragazzi hanno fatto il loro primo colloquio di lavoro, con buone probabilità di assunzione per uno di loro.
 
No Person is Illegal
 
E ti ricordi B.? Ha fatto il colloquio ed è piaciuto molto, verrà assunto per il periodo estivo, mi ha chiamato felicissimo. Oggi la stanchezza pesa un po' meno e mi è venuta voglia di tornare a casa a piedi, di passeggiare un po', oggi è una buona giornata.
 
Oggi, dieci giorni dopo quella passeggiata, non è stata una buona giornata. Poca voglia di passeggiare e di socialità, solo la metro e a casa svelto a ricaricare le pile.

B. è un ragazzo d'oro, dai modi gentili e pacati, in gamba e simpatico a tutti. A tutti tranne, forse, alle persone che stamattina gli hanno chiesto i documenti senza più darglieli indietro e dai quali ha avuto - in uno scambio tremendamente impari - un invito a tornare a casa sua, perché qui non può più stare.
 
Ed è triste e ingiusto Ele, perché B. avrebbe tutte le carte per restarci qui in Italia e starci bene. E’ un bravo ragazzo rispettoso degli altri, ha fatto un ottimo percorso di integrazione imparando velocemente l’italiano, che ora padroneggia senza alcun problema, ha lavorato e si è creato una rete sociale. E infine ha studiato all’università, vero motivo del suo arrivo in Italia e inizio dei suoi problemi con i documenti.

Regola vuole infatti che per poter mantenere un permesso per studi si debba dare un numero minimo di esami all’anno, cosa che B. inizialmente ha regolarmente fatto, fino al momento in cui per un trasferimento di corso ha perso la sua borsa di studio e la sua camera presso la casa dello studente. Da un giorno all’altro si è così ritrovato a dover pensare primariamente al suo sostentamento e a dove dormire la notte, trovando accoglienza un giorno da un amico e un giorno da un altro. Da quel momento B. non è più riuscito a sostenere esami e in seguito ha anche perso la possibilità di farlo a causa del congelamento della sua carriera accademica per il mancato pagamento delle tasse universitarie, perdendo così la possibilità di stare all’interno delle regole per i suoi documenti. Una lunga sequenza di perdite che hanno portato infine alla perdita più importante, quella del suo permesso di soggiorno e dei suoi sogni e aspettative verso il futuro.

La regola è probabilmente giusta e non penso sia una questione di simpatia o antipatia il ritiro dei suoi documenti, a rigor di logica hanno ragione loro. Ma se il più delle volte la logica funziona, a volte attraverso l’applicazione ferrea di una regola non è possibile leggere la complessità di una storia, di una realtà fatta di sforzi e difficoltà, di voglia, di potenzialità nascoste dietro a muri di diffidenze e differenze, di un'insana paura di conoscere cosa ci sia oltre il muro.
Oggi non è una buona giornata Ele, come tante altre molto simili a questa.

Domani si riparte, perché noi quel muro purtroppo lo conosciamo molto bene e lo vogliamo superare, anche se a volte facciamo una gran fatica e a volte semplicemente non possiamo.
 
P.S. Il primo B. non è il secondo B. Ele è invece Ele.
 
Massimiliano Manai, operatore dello Sportello Lavoro ASAI

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