Non chiamiamole badanti

Non chiamiamole badanti: sono assistenti familiari, o meglio “alla persona”. La loro formazione deve essere approfondita e non lasciata al fai da te. Il percorso di 200 ore organizzato da quattro associazioni torinesi, ha integrato diversi percorsi formativi dando la possibilità di strutturare piani formativi personalizzati. L'articolo di Massimiliano Manai, operatore dello Sportello Lavoro ASAI.
 
badanti2 
 
Quel venerdì mattina l'accordo con Maresa e Vilma era di trovarci presto allo Sportello, per preparare la sala per le ultime 4 ore di formazione dell'anno. Appena girato l'angolo incontrai Daniela e altre due o tre assistenti familiari che avevano frequentato con costanza le 200 ore del corso di formazione del 2017: facevano capannella tra loro vicino alla porta e al mio arrivo mi salutarono ridendo, nascondendo qualcosa tra le mani. In quel momento mi ricordai dei miei ultimi giorni di scuola alle superiori, quando le fatiche dell'anno svanivano con le piccole libertà da "quasi vacanza" che i professori concedevano solo una volta l'anno. Quel venerdì mattina allo Sportello Lavoro, però, non ero più il ragazzo in pantaloncini corti che rideva e scherzava con i compagni, bensì un operatore in mezzo a tante assistenti familiari che avevano voglia di condividere la fine di un cammino.
 
Il corso di aggiornamento e formazione permanente di 200 ore iniziato il 9 gennaio 2017 e terminato il 18 settembre 2017, ha coinvolto circa cento donne e ha offerto nozioni e tecniche utili allo svolgimento della professione di assistente familiare. Il percorso è stato anche un importante momento di confronto e condivisione tra i partecipanti e i formatori per crescere insieme, grazie alla relazione con l'altro e alla possibilità di trovare nuove risorse nel gruppo e per il gruppo.
 
Il corso è stato pensato e organizzato dalle quattro associazioni che da sempre collaborano sul territorio cittadino nel settore del lavoro di cura, anche sula spinta della precedente e positiva esperienza del progetto promosso dalla provincia di Torino "AFRI-TO" (Assistenti Familiari Reti Integrate Torino), portato avanti dal 2012 al 2014. Le quattro associazioni - ASAI, Ufficio Pastorale Migranti della Diocesi di Torino, Acli Colf e Associazione Alma Terra - hanno proposto un nuovo modo di vedere  la figura dell'assistente familiare, non più identificabile come collaboratrice domestica, bensì come vera e propria professionista della cura, attenta e capace di svolgere compiti ben più complessi e specifici in risposta ai bisogni dell'assistito e del contesto familiare. A fronte della complessità clinica delle persone delle quali avere cura, la formazione degli assistenti familiari o meglio “alla persona”, deve essere approfondita e non lasciata al fai da te, per evitare inutili sofferenze agli utenti, agli operatori e alle famiglie. 
 
Il percorso di 200 ore, diviso in sette sezioni, integrava diversi percorsi formativi e dava la possibilità di iscriversi anche a moduli parziali, in base a una prima valutazione delle proprie conoscenze formali e informali, così da strutturare un piano formativo personalizzato.

La professione di assistente alla persona assume un ruolo sempre più importante nella vita di tante famiglie, eppure manca di riconoscimento sociale e istituzionale a livello normativo e formativo. L'invito dei volontari e degli operatori di ASAI è quello di venire in associazione a conoscere le tanti assistenti familiari che ogni settimana frequentano lo Sportello, per ascoltare le loro storie e conoscere il loro lavoro, per capire i problemi, le difficoltà e le risorse di una professione così importante.

Ah, quel venerdì mattina Daniela e le altre nascondevano tra le mani tre biglietti e tre regali per Vilma, Maresa e me, per ringraziarci a nome di tutte del lavoro svolto e del tempo passato insieme. E' stato bello salutarsi e augurarci reciprocamente "buona vita".
 
Massimiliano Manai, operatore dello Sportello Lavoro ASAI
 
assistenti1

Finestre nuove, problemi vecchi

    Durante l'emergenza sanitaria, il progetto nazionale per l'inclusione e l'integrazione dei bambini e dei ragazzi rom, sinti e caminanti &egrav...

Read more

Caro Lancini, ti scriviamo per dirti che...

  Lo psicoterapeuta Matteo Lancini scrive una lettera aperta agli adolescenti durante il lockdown. Gli adolescenti, i volontari e gli operatori di ASAI ...

Read more

Un'estate all'aria aperta per Sara e i suoi amici

  Sara ha 7 anni e tanta voglia di trascorrere l'estate all'aria aperta, dopo il recente lockdown. La sua famiglia, però, non può accedere a...

Read more

Centri aggregativi e distanziamento fisico: insieme alla giusta distanza

  Durante l'emergenza sanitaria, il tradizionale lavoro educativo con i ragazzi delle scuole medie è stato messo in discussione da nuovi bisogni...

Read more

I Piccoli Esploratori continuano le loro avventure

Abbiamo voglia di guardare il cielo! Abbiamo voglia di conoscere e giocare!   I Piccoli Esploratori di San Salvario non smettono di viaggiare: ecco il ...

Read more

Quanta poesia al doposcuola elementari!

  Il doposcuola elementari di San Salvario non smette di sorprenderci con la sua creatività e il suo colore. Grazie all'impegno dei bambini, dei ...

Read more

Nessuno resti indietro! Il tuo 5x1000 ad ASAI

L'emergenza sanitaria ci ha messo davanti a nuovi bisogni e a nuovi orizzonti. Prioritaria, per ASAI, l'attenzione a tutti i bambini, agli adolescenti e alle ...

Read more

Per noi ASAI è... E per te?

Eccolo! Un materiale multimediale che racconta ASAI e le sue principali attività, tramite le voci di alcuni dei suoi protagonisti. C'è un ...

Read more

 

InstagramFacebook Logo

ASAI newsletter

 
Autorizzo al trattamento dei miei dati personali per finalità di invio newsletter ai sensi del GDPR 679/2019

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Clicca su "CHIUDI" per prestare il consenso all’uso di tutti i cookie.