Estremismo violento, come prevenirlo e contrastarlo

prevenzione

Luca Guglielminetti che dal 2011 è membro della RAN - Radicalisation Awareness Network (la rete promossa dalla Commissione Europea che riunisce gli operatori e gli esperti di tutti i Stati membri) ha tenuto una formazione per gli operatori di ASAI sul tema "Prevenzione e contrastro dell'estremismo violento".
 
Ne proponiamo una breve sintesi.
 
Non si nasce terroristi, né si tratta di pazzi o di emarginati sociali allo sbando. Dall’analisi delle loro biografie sono invece stati tratti dei modelli che ci descrivono la pluralità di concause e gli stadi successivi per cui un soggetto si radicalizza fino a giungere ad unirsi ad un gruppo terrorista. Da questi modelli sono state tratte politiche e pratiche atte alla prevenzione e al contrasto di tale processo nei gruppi di giovani a rischio che vanno sotto il nome di P/CVE – Prevention and Counter Violent Extremism e che affiancano gli strumenti securitari tipici della lotta al terrorismo, il cui abuso in termini di risposta militare e liberticida è sempre più riconosciuto essere controproducente.
Queste politiche di prevenzione valorizzano soprattutto gli sforzi delle comunità locali che intervengono consentendo di interrompere il processo di radicalizzazione prima che un individuo si impegni in attività criminali ed il ruolo della società civile è certamente fondamentale insieme a quello di tutti gli attori, istituzionali e professionali, competenti in materia.
 
Così da 10 anni in tutta Europa sono stati sviluppati progetti e corsi di formazione per accrescere la consapevolezza e la comprensione del fenomeno “radicalizzazione violenta” tra gli operatori di prima linea che hanno responsabilità verso i giovani vulnerabili al reclutamento da parte di organizzazioni violente.
E’ in questo contesto che si sono svolte a Torino due incontri di formazione con gli operatori di ASAI, nel quadro del progetto “Islam. Radici, fondamenti e radicalizzazioni violenti” promosso dall’Associazione Leon Battista Alberta, di cui ASAI è partner, e il supporto della Compagnia di San Paolo.

Il corso - che ha visto anche la collaborazione e partecipazione di un altro partner del progetto, la Comunità Religiosa Islamica - Co.Re.Is. - è stato condotto da Luca Guglielminetti che dal 2011 è membro della RAN - Radicalisation Awareness Network, la rete promossa dalla Commissione Europea che riunisce gli operatori e gli esperti di tutti i Stati membri.
 
Gli obiettivi dei due incontri sono stati:

1. Conoscere le relazioni tra guerre, terrorismi, migrazioni e mondo islamico nel quadro geopolitico internazionale, europeo ed italiano.
2. Comprendere l’approccio civile alla prevenzione e al contrasto dell’estremismo violento. il fenomeno e i termini: polarizzazioni, processo di radicalizzazione violenta, propaganda, reclutamento.
3. Aiutare gli operatori a riconoscere alcuni dei segni presentati nei soggetti vulnerabili a rischio. Fornire elementi sui programmi di de-radicalizzazione e fuoriuscita dai gruppi violenti radicalizzati.
4. Lavorare alla prevenzione e al contrasto coi giovani e nella scuola: metodi e competenze per rispondere in modo appropriato, positivo e proattivo alla propaganda violenta, atti a sviluppare coesione sociale/culturale/religiosa, resilienza e capacità di pensiero critico.
5. Confrontarsi con esempi di best practice, come l’attività condotte nelle scuole dello stesso progetto “Islam. Radici, fondamenti e radicalizzazioni violenti”.
 
Durante la formazione, ci si è confrontati sulle esperienze dirette degli operatori nei diversi territori della città. 
 
Scarica la descrizione completa del progetto "Islam: radici, fondamenti e radicalizzazioni violente":
 
 
 
 

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