Didattica L2 a distanza: da emergenza a prassi

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A un mese e mezzo dall’inizio dell’emergenza COVID-19, la didattica a distanza non può più essere considerata “emergenziale”: sebbene siano caratterizzate da molta flessibilità e una continua rimodulazione, alcune buone pratiche possono ormai definirsi prassi.
 
Per mantenere il calore della relazione e l’attenzione dei ragazzi, le attività a distanza devono saper coinvolgere e anche tener conto delle difficoltà emotive che i ragazzi stanno attraversando. Vediamo ora come poter declinare queste attività nell’ambito della didattica dell’italiano L2.

Proviamo a metterci nei panni di giovani studenti di recente immigrazione che, chiusi in casa, vengono nuovamente immersi nella lingua madre, e sono costretti a tagliare i ponti con la lingua italiana, con la quale avevano appena cominciato a familiarizzare. Di cosa hanno bisogno questi ragazzi? Indubbiamente di ristabilire una connessione con l’italiano attraverso una relazione comunicativa.

A questo punto non ci rimane che pensare a come poter sfruttare al meglio le potenzialità dei devices che in questo momento di “didattica in stanza” hanno a disposizione. La maggior parte dei ragazzi dispone solo di uno smartphone, ma questo strumento è già sufficiente per svolgere una serie di attività ludiche.

Ad esempio, si possono invitare i ragazzi a registrare dei podcast con tutte le novità del giorno, con l’obiettivo di creare una sorta di diario di bordo registrato, da condividere quotidianamente con il docente. A seconda del registro che si intende dare, si possono raccogliere notizie di quello che sta accadendo nel mondo o di fatti personali. La registrazione vocale è pratica anche per esercitare le abilità di letto-scrittura: il docente invia un messaggio vocale che gli studenti devono trascrivere, o al contrario può inviare un testo scritto che gli studenti devono leggere.

In un periodo così delicato, sarà sicuramente opportuno incentivare le attività che parlano di emozioni e che stimolano la creatività dei ragazzi. Niente di più semplice grazie alla numerosissima quantità di emoticon e gif presenti su app come whatsapp, telegram e messenger: si possono sfruttare tutte le potenzialità delle classiche attività di abbinamento parola- immagine, ma in modo virtuale.
 
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Rientra nelle attività lessicali anche la “caccia all’oggetto” in casa, da fare individualmente, in gruppi whatsapp o durante videochiamate di gruppo. Alla semplice caccia all’oggetto possono essere abbinate anche alcune richieste che provino ad andare un po’ oltre, magari dando la consegna di fotografare l’oggetto più detestato durante questa quarantena, così da poter sviluppare anche una piccola riflessione a partire dall’attività lessicale.

Se gli studenti hanno una buona padronanza dell’italiano e hanno piacere di lavorare in piccoli gruppi, si può creare un Kahoot (sito per la realizzazione di quiz) e inviare il link a tutti gli studenti che si intende coinvolgere, così da potersi sfidare simultaneamente anche a distanza. I contenuti possono essere dei più disparati, ad hoc o adattati al ripasso delle materie scolastiche.

Infine possiamo utilizzare Youtube per impostare delle piacevoli attività musciali. Si possono linkare agli studenti video musicali con il testo o proporre anche dei cloze test (testi bucati da completare) inviando anche il pdf preparato dal docente. Generalmente si inizia con una comprensione globale del testo della canzone, per poi andarsi a concentrare su lessico o strutture grammaticali (mi raccomando, è sempre meglio effettuare una scelta tra i due). Se siete a corto di idee su come strutturare l’attività musicale non temete, visitando il sito www.itals.it troverete delucidazioni sull’utilizzo della canzone in glottodidattica.

E poi via libera alla creatività! Sarà ascoltando le esigenze e le attitudini degli studenti che verranno in mente nuove attività da proporre. Se avete esperienze da raccontarci, saremo felici di raccoglierle e condividerle!

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A cura di Maria Pambianco, operatrice ASAI e docente di L2

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