Il segreto per imparare l'inglese? E' la curiosità

Sophie Partington, studentessa americana della Cornell Universitiy dello Stato di New York, ha trascorso 3 settimane come volontaria presso l'Estate Ragazzi di San Salvario. Ecco il suo racconto.
 
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«Ho conosciuto ASAI lo scorso aprile tramite una professoressa italiana che insegna presso la mia università. Seduta nella mia stanza, a più di 4000 miglia di distanza da Torino, sono entrata nel sito dell’associazione e, con l’aiuto di Google Translate, ho iniziato a informarmi su obiettivi e percorsi educativi. È cominciata così la mia esperienza estiva di tre settimane come volontaria all’Estate Ragazzi. Ufficialmente avrei dovuto insegnare inglese ai bambini e partecipare all’organizzazione delle attività, avendo come strumenti di base un italiano elementare ed esperienze precedenti in ambito educativo.
 
Durante la prima settimana ho conosciuto i bambini e sono stata sorpresa dal loro grande interesse verso di me e verso gli Stati Uniti in generale. Come vi vestite per Halloween? Che cosa ne pensi di Justin Bieber? Sei mai andata in una foresta? Le domande erano tante e tutte differenti! Le lezioni di inglese, focalizzate soprattutto sulla conversazione, erano divise per fasce d'età che andavano dai 5 ai 15 anni. L’apprendimento era facilitato dalla curiosità e dalla compresenza di culture differenti, caratteristica principale di ASAI.

La mia esperienza di insegnamento è stata gratificante e ammetto che non è stata senza sfide. Alcune lezioni sono andate meglio di altre, in termini di coinvolgimento, anche a causa del mio vocabolario italiano limitato. La sfida più grande è stata quella di capire come passare agevolmente dal lavorare con una fascia di età a un'altra, impostando lezioni in grado di soddisfare le esigenze di ciascun gruppo. Inoltre il numero dei partecipanti variava e poteva andare da otto a trenta! Inoltre i bambini più grandi avevano un vocabolario più ampio ma erano molto più timidi nel lanciarsi in una conversazione.

Una delle migliori scoperte durante il mio periodo in ASAI è legata al livello di cura e dedizione che gli operatori hanno nei confronti dei bambini, ai quali si rivolgono con pazienza e gentilezza. Questa cura verso i più piccoli mi è sembrata una base di partenza ottimale per sostenere l’intera comunità. I colleghi dell’associazione, inoltre, mi hanno supportata e consigliata davanti a ogni nuova sfida.

Ringrazio ASAI per avermi dato l'opportunità di vivere un’esperienza diretta all’interno di una comunità. L’apprendimento maggiore, a livello linguistico e umano, è avvenuto soprattutto nei momenti informali dove l’interazione in ambito interculturale era davvero una marcia in più per favorire lo scambio reciproco.

Ripenso con piacere all’esperienza vissuta, anche adesso che sono tornata negli Stati Uniti!»

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