Paese che vai, scuola che trovi. Finlandia

La scuola nel mondo raccontata dai suoi protagonisti.
A partire da questo mese, apriamo un confronto tra diversi modelli di scuola raccontati da genitori, docenti e studenti che vivono all’estero. Uno stimolo in più per ragionare insieme sulle differenze e sulle buone pratiche italiane e straniere.
 

FINLANDIA, ADDIO LEZIONI FRONTALI E COMPITI.

L’apprendimento inizia con la condivisione.
 
scuola finlandia 04
 
Veronica Nurra, docente di italiano in Finlandia, ci racconta la sua esperienza di mamma e insegnante all’estero. Tra non molto i suoi figli cominceranno a frequentare la scuola primaria. Di recente il sistema scolastico finlandese è stato definito “uno dei migliori al mondo”, sulla base della qualità del rendimento scolastico. Scopriamo l’impostazione della scuola primaria in Finlandia, attraverso l’esperienza di Veronica.
 
Vivo in Finlandia da quasi quattro anni e mezzo, dove insegno lingua e letteratura italiana in scuole per adulti. Sono anche aiutante in una scuola primaria. Sono sposata con un finlandese e ho due figli bilingue. La prima impressione che ho avuto entrando in una scuola elementare finlandese è che i bambini, a differenza dello stereotipo che si ha dei popoli nordici, siano molto cordiali e aperti. Con un occhio da insegnante e l’altro da mamma di due bambini che ancora frequentano l’asilo, osservo il modello educativo finlandese con estremo interesse.
 
Una giornata tipo comincia alle 8:15 ma già dalle 7:45 I bambini possono giocare nel cortile, sorvegliati da un docente di turno. Gli istituti sono dislocati in maniera molto uniforme sul territorio e quasi tutti i bambini fin dalla prima classe vanno a scuola da soli a piedi o molto spesso in bicicletta, essendo il tragitto casa/scuola piuttosto vicino (massimo un 1 km).
 
I bambini frequentano un anno di prescuola (eskari) all’età di 6 anni e cominciano con la vera prima classe elementare a 7 anni. La scuola elementare va dalla I alla VI classe. Le classi eskari prevedono banchi e sedie ma anche grandi spazi liberi in cui i bambini possono fare differenti attività sul pavimento. Qui ci sono ore di lezione basate soprattutto sulla socializzazione alternate a frequenti momenti di gioco. Le classi delle scuole elementari sono divise in due gruppi che alternativamente entrano un’ora prima ed escono un’ora dopo. In quest’ora diversificata si studia la lingua finlandese e la matematica. Tutto questo per facilitare la supervisione dell’insegnante e per avere una lezione più efficace con la metà degli studenti.

Le ore di lezione sono di 45 minuti, dopo ogni ora ci sono 15 minuti di pausa in cui i bambini “devono” uscire dalla scuola. I frequenti intervalli aiutano sia fisicamente che psicologicamente a tornare in classe concentrati.
 
A scuola si sta tutti senza scarpe (studenti e insegnanti), davanti ad ogni classe ci sono attaccapanni e in ogni pausa i bambini si vestono per uscire. Inizialmente mi sembrava una grande confusione, 25 paia di scarpe, giacche, sciarpe, guanti etc, ma tutti trovano senza problemi i propri vestiti e in poco tempo sono tutti nel cortile davanti alla scuola a giocare.
 
I vari insegnanti a turno sorvegliano i bambini durante le pause. Gli altri docenti ne approfittano per preparare la lezione seguente in classe o per andare in sala insegnanti dove, ancora a turno fisso, qualcuno ha preparato il caffè e messo in ordine la piccola cucina.
 
Dopo due ore di lezione c’è una lunga pausa pranzo. La mensa è gratuita e i bambini prendono da soli la propria porzione. La regola numero uno è: “Prendi solo ciò che pensi di mangiare. Puoi tornare a prenderne ancora ma non si butta niente”. La regola numero due è: “Assaggia tutto”. Se la scuola è grande ci sono turni per mangiare. La sala da pranzo é tenuta in ordine da due ragazzi (a turno) dell’ultima classe che puliscono i tavoli e controllano il pavimento per tutta la durata del pranzo. Alla fine del pasto, i bambini devono portare le posate e i piatti nella zona apposita dove personale specializzato provvederà a lavarli. Dopo il pranzo c’è ancora mezz’ora di pausa da trascorrere all’aria aperta, per poter digerire.
 
Tutto l’occorrente - libri, quaderni, penne, matite, colori – è dato dalla scuola: le famiglie non pagano niente. Ogni istituto ha una piccola biblioteca interna e i bambini possono andare a prendere i libri in modo autonomo. Si dà molta importanza alla lettura e ogni bambino ha il suo “libro del banco”. Quando l’alunno finisce prima qualche esercizio, l’insegnante invita a leggere per non annoiarsi e non disturbare il resto della classe che ancora lavora. Dopo l’orario scolastico ci sono attività extra (diverse lingue straniere, soprattutto araba e cinese, coro, disegno, sport).
 
I compiti a casa nelle prime classi sono praticamente inesistenti: rileggere il testo letto in classe e rispondere ad un paio di domande o fare qualche operazione di matematica. I bambini impiegano meno di 20 minuti per i compiti a casa e i genitori di solito non controllano. Il giorno dopo l’insegnante mostra sulla lavagna luminosa le risposte corrette e i bambini controllano e correggono in modo autonomo. Una cosa che mi ha lasciato allibita è che almeno un terzo del corpo insegnanti è composto da uomini.
 
Lo sport è molto importante e si preferisce esercitarlo all’aria aperta. Quando il tempo lo permette, i bambini praticano lo sci di fondo, il pattinaggio e la corsa nei boschi o nelle piste di atletica vicine. Ogni scuola è dotata di una palestra e dopo l’ora di ginnastica è obbligatorio fare la doccia.
Nelle classi si trovano almeno due computer oltre a quello dell’insegnante in cui a turno i ragazzi possono lavorare e si fa spesso uso anche di Ipad. La scuola dispone di molti Ipad e su questi si svolgono divertenti esercizi di matematica o piccole ricerche in classe. Si fa molto uso anche di video-documentari o cartoni animati educativi.
 
Nelle prime due classi si trova quasi sempre un pianoforte in quanto la musica è inserita a piacere nelle lezioni da parte dell’insegnante.
Il sistema di comunicazione tra genitori e insegnanti avviene quotidianamente tramite un sistema interno interattivo, dove viene descritto il programma svolto e i compiti per casa.
 
Oltre agli insegnanti ogni scuola ha aiutanti, assistenti di lingua, psicologi, personale specializzato per lo sviluppo e per la crescita. Questo personale si sposta di classe in classe e nota subito i bambini con più difficoltà che verranno prelevati dalle classi durante le ore di lezione (anche solo per 15 minuti) e seguono un programma speciale.
La scuola in Finlandia: un mondo nuovo, un mondo diverso, un mondo interessante che tra poco più di un anno potrò sperimentare anche con l’occhio di mamma.
 
Veronica Nurra, 34 anni, laureata in traduzione e interpretariato (Inglese e Tedesco), è sposata con un finlandese e ha due bambini di 5 e 3 anni. È in Finlandia da 4 anni e mezzo, dopo aver vissuto per 8 anni in Austria e aver lavorato come insegnante di lingua italiana in una scuola bilingue. In Finlandia insegna lingua e letteratura italiana in scuole per adulti ed è aiutante in una scuola elementare.
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