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Oltre il riflesso di uno specchio. Adolescenti a Viù!

Descrivere il soggiorno in montagna per gli adolescenti dei centri ASAI di San Salvario e Barriera di Milano a chi non ha avuto la fortuna di potervi partecipare è un’impresa ardua. Le parole difficilmente riescono a renderne il clima rilassato e piacevole, l’atmosfera creativa e collaborativa, le piccole fatiche e le grandi soddisfazioni che abbiamo vissuto.
 
Da dove partire dunque? Forse dal fatto che quella che a Viù per quattro giorni, dal 14 al 17 luglio 2017, abbiamo soprattutto condiviso uno spazio.
 
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Uno spazio per confrontarsi, capendo anche che lo stare insieme non è una cosa che si dà per scontato. Bisogna accettare gli umori (e, ahimé, anche gli odori!) di tutte e tutti, saperne rispettare i tempi, incoraggiarsi quando serve, ma anche assumere una posizione di corresponsabilità con i ‘grandi’ nel momento in cui qualcuno alle regole concordate non ha voglia di stare. Così, durante la passeggiata, si scopre che non tutti hanno lo stesso passo e, mentre un gruppo è chilometri avanti agli altri, in coda ci si dispera a suon di “Non posso farcela, io resto qui… Chi me l’ha fatto fare?”. Inaspettatamente, l’aiuto arriva dai coetanei che accolgono, consigliano, incoraggiano e, un passo alla volta, conducono tutti alla meta, accolta con un applauso fragoroso che rompe il silenzio del paesaggio circostante e risuona tra le valli che ci circondano.

Uno spazio per divertirsi, nei momenti liberi, ma anche nelle piccole mansioni assegnate ai gruppi nel corso della giornata. In fondo apparecchiare la tavola, lavare i piatti e persino pulire i bagni diventa più divertente se fatto insieme e accompagnato da un’inevitabile cassa che spara musica a tutto volume. Ridere e spaventarsi intorno ad un falò mentre si raccontano storie di paura, correre e ingegnarsi durante una caccia al tesoro notturna il cui obiettivo, al di là del tesoro finale, diventa quello di stare insieme per cercare di risolvere degli enigmi difficilissimi, fino a notte fonda.
 
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Uno spazio per riflettere, attraverso linguaggi differenti. Musica, danza, teatro e creatività per una giornata diventano le quattro modalità per andare oltre lo specchio, il tema scelto insieme ad un gruppo di ragazzi. Si lavora intensamente e, se in una stanza si incollano rami e pigne, fuori, in cortile, si suonano chitarre e percussioni. Sulle panche in giardino fervono le prove delle scene ideate dai ragazzi e nella sala mensa si balla raccontando una storia: “A volte lo specchio riflette quello che gli altri vedono di noi, ma nasconde quello che siamo veramente”. “Spesso ci fermiamo alla prima impressione e questo ci allontana dagli altri. Dobbiamo essere capaci di oltrepassare l’ostacolo del pregiudizio”. Intensità, impegno, ma anche il divertimento e la soddisfazione di contribuire, ognuno con i suoi talenti e specificità, ad un lavoro che diventa di tutti e, nel confronto con quello degli altri, assume un significato più ricco e complesso. Uno spazio per stare insieme, insomma.
 
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Un’occasione per quaranta ragazzi e ragazze di conoscersi meglio, al di là della loro frequentazione di un centro o di un altro. Un lavoro che per l’équipe adolescenti dura tutto l’anno, ma che vede nel soggiorno il suo punto culminante. “Tu sei di San Salvario, vero? Ti ho visto al Valentino l’ultima volta che siamo venuti col quelli del Centro Interculturale”. I gruppi, timidamente divisi all’andata, si confondono fra loro tra loro e al ritorno, al momento di separarsi nuovamente per prendere i pullman che ci riporteranno a casa, si scambiano abbracci e promesse: “Vi vengo a trovare il prossimo giovedì. Tanto ci sentiamo su Whatsapp, ormai ho il tuo numero”, “Magari a settembre, quando ricomincia il doposcuola, faccio un salto anche da voi, così non devo aspettare il prossimo campo per rivedervi!”. Sorrisi su volti stanchi, ma soddisfatti. Arrivederci e non addii. Arrivederci a nuove esperienze e a nuove occasioni di scambio e confronto. Tutti insieme.
 
a cura degli operatori Antonio Fiandaca, Dalila Racanicchi, Davide Lastella, Karima Ben Salah e Lorenzo Chiaraviglio
 
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